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martedì 8 gennaio 2013

Risorse per gli studi di fattibilità in campo energetico: RETScreen


RETSCreen è un potente software di simulazione energetiche creato dall’Università del Canada. Può essere scaricato gratuitamente all’indirizzo: http://www.retscreen.net/it/download.php.
Al classico RETSCreen 4, ottimo per studi di fattibilità tecnico/finanziaria sia nel campo delle fonti rinnovabili che di quelle tradizione, si è aggiunto ultimamente RETScreen Plus, uno strumento software di gestione delle energie basato su Windows che consente a proprietari dei progetti di verificare facilmente il rendimento energetico dei propri impianti. Molto interessante è anche la possibilità di valorizzare la riduzione di emissione di CO2 connessa a un progetto.
RETScreen Plus premette di correlare consumi e fattori energetici (gradi-giorno, pezzi prodotti, ore lavorate, ecc.), di stabilire consumi di riferimento e di impostare obiettivi. In questo senso è un ottimo strumento per chi voglia iniziare a implementare un sistema di gestione dell’energia secondo la norma ISO 50001.

domenica 16 dicembre 2012

Titoli Efficienza Energetica - nuovo decreto in arrivo


E’ disponibile la bozza del nuovo decreto certificati bianchi (http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/DM_Certificati-bianchi_4dic2012_bozza.pdf). Poichè è uno strumento rodato e che l’Europa si appresta a copiarci, le novità sono senz’altro interessanti.
Tra le novità si segnale che si allarga molto la platea di colo che potranno presentare progetti, come ad esempio imprese industriali con consumo >= 1000 TEP/anno e soggetti civili con consumo >=100 TEP/anno. Sono specificatamente individuate le associazioni:

c) tramite società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili;
C’è quindi una volontà di allargare la platea dei soggetti interessati anche ai piccoli e piccolissimi installatori.

domenica 2 dicembre 2012

Energia rinnovabile: è tutto oro?

Many qualify electricity from solar panels or wind mills, in a poetical mode, as free energy. 
There is no such a thing as free energy. It is renewable, but not free. It requires a large energy investment to produce solar panels or wind mills. It is imperative to use the proper tools to analyze any of the so called renewable sources of energy and dispel the notion that they represent free energy. 

The objective of those renewable sources is to have a positive future flow of output energy, and that flow of renewable energy should be able to pay the initial investment in non renewable energy in a short period of time, say a maximum of 3 years. This standard indicates that we have a real innovation. Any Government financial support does not change the reality of our objective, fast payback of the energy investment. 

This is the only objective we should have for a measure of reasonable sustainability and cut our dependency on foreign oil. 

As you can deduct, this definition of sustainability is independent of the price of oil, as it should be. 

Let’s check the situation of the three most common projects for renewable sources with the standard mentioned above. 

1. Ethanol: The future flow of renewable energy is negative. There is nothing left to pay for the humongous required energy investments-1 Gallon of ethanol, uses 1.85 Gallons of oil- If we do nothing, we will be better off in terms of energy consumption and emissions now and in the future. The government support, with all their financial help, cannot change the negative energy balance and the enormous increase in present emissions. Our goal is not fulfilled. 

2. Wind Mills: The future flow of renewable energy is positive. However the very large investments in energy to engineer and build the units, including power lines, have an energy payback beyond 30 years. 

This investment does not avoid the investment in carbon, gas, or nuclear power plants to cover the ~70% of the time they are not producing electricity. We are increasing dramatically the power consumption and emissions as we build the units now, for a meager yearly renewable volume of power. . Our goal is not fulfilled 

2. Solar panels: The future flow of renewable energy is positive. The pay back for the initial energy consumption is beyond 50 years. Solar panels produce energy in average ~20% of the time. 
Any standard technology, let’s say small generators consuming natural gas, cost 1/30 of the energy cost of a solar panel for an equal total output. 

We seem to be digging our own grave with gusto. None of those projects comply with the most elementary energy objective we have as a country; on the contrary, they produce a considerable spike of energy usage now, that could be avoided, and I doubt that they will ever have a proper pay back in created energy. 

There is no wealth creation in these activities, no energy savings, only an immediate transfer of money from the Taxpayers to somebody else, destroying other Industries in the meantime. 

Due to all kind of government money injected into these projects, and the high price of oil, money could be made. But if the price of oil goes below a certain threshold, boom, the project is no longer viable. See T. Boone Pickens suspending his wind mill project because oil went below US$60. Or the several bankruptcies in ethanol due to the higher price of corn in spite of all the subsidies! Millions of barrels of oil that we cannot afford to loose, thrown to the wind. 

None of those programs complies with cutting CO2 emissions, a suspected objective anyway. 
They make our dependence of foreign oil much worst, not better, using considerable high level engineering resources for naught. 

There are enormous opportunities in energy savings and production in many Industries, with a positive balance of energy consumption and paybacks anywhere from 4 months to one year.

lunedì 12 novembre 2012

La diagnosi energetica domestica: how-to


La diagnosi energetica si pone l’obiettivo di capire in che modo l’energia viene utilizzata, quali sono le cause degli eventuali sprechi ed eventualmente quali interventi possono essere suggeriti all’utente, ossia un piano energetico che valuti non solo la fattibilità tecnica ma anche e soprattutto quella economica delle azioni proposte. I Paesi membri dell’Unione Europea hanno da tempo avviato procedure per la certificazione energetica degli edifici atte a correggere gli sprechi energetici e promuovere azioni successive che portino ad una riduzione dei consumi. 
UNI ha stabilito i requisiti minimi di una diagnosi energetica nella norma UNI CEI/TR 11428:2011. Per un audit indicativo e “fa-da-te” sono molto utili le indicazione del Department of Energy:

venerdì 21 settembre 2012

Lista delle ESCo certificate secondo la norma UNI 11352



Tre Energia prima ESCO a certificarsi UNI 11352 nel Nord Est


Lo scorso 7 settembre Tre Energia, la società di Este specializzata in servizi energetici, ha
concluso positivamente l'iter per ottenere la certificazione come “Società che forniscono
servizi energetici” (Esco) secondo la norma Uni Cei 11352:2010. La certificazione è stata
rilasciata da Sgs.
Un risultato che prima di tutto inaugura un nuovo sistema di lavoro: i guadagni
dell'azienda sono vincolati agli effettivi risparmi dei clienti. Una novità questa, che cambia
completamente il modo di pensare al risparmio energetico.
Negli ultimi anni si parla spesso di gestione energetica ecocompatibile, ma nella pratica
sono veramente poche le aziende in grado di erogare servizi completamente ecologici e
rispettosi dell'ambiente.
Tre Energia, che svolge servizi calore per numerosi comuni ed aziende del Veneto
centrale, ha ritenuto fondamentale per il suo programma di sviluppo l'ottenimento di
questa prestigiosa certificazione: con la collaborazione di Energol (la società di consulenza
in campo energetico del gruppo Ethan) è diventata la prima Esco in Veneto ad essere
certificata e una delle prime venti in Italia.
Una certificazione quindi, che rende Tre Energia un punto di riferimento e rappresenta una
delle eccellenze del nord est.
Ma cosa significa tecnicamente essere certificati Esco?
Le Esco sono società in possesso del background tecnico, gestionale e finanziario per
effettuare servizi di gestione dell'energia, quali per esempio diagnosi energetiche, gestione
delle centrali termiche per conto terzi, miglioramento dell'efficienza di impianti esistenti.
Questa tipologia di società è considerata estremamente importante per gli obiettivi che
l'Italia deve raggiungere entro il 2020. Per questo l'Uni ha varato una norma (la Uni
11352) dedicata ai requisiti minimi che una società deve possedere per svolgere questo
tipo di attività.
L'impegno alla corretta gestione dell'energia è inoltre dimostrata dalla contestuale
certificazione ottenuta da Tre Energia secondo lo schema Iso 50001:2011, la nuova norma
per i Sistemi di Gestione dell'Energia (energy management systems).
«Per molte aziende parlare di sostenibilità energetica è diventata una strategia di
marketing – ha commentato Filippo Grossi, Presidente di Tre Energia – Per questo è
fondamentale dare un seguito concreto alle parole, dimostrando le qualità di un'azienda
con una certificazione. Fare parte delle società Esco, non è semplice, ma indubbiamente
significa garantire nero su bianco, che si offrono servizi rispettosi dell'ambiente
essenzialmente per due motivi: primo perchè si riesce ad ottenere un risparmio energetico
concreto, e secondo perchè si rispettano le norme sulla tutela dell'ambiente. Tutto questo
grazie a soluzioni altamente innovative e tecnologie che riducono i tempi di intervento».
«I consumatori sono diventati giustamente diffidenti anche nei confronti delle aziende che
promettono risparmi nei consumi energetici – ha continuato Grossi – Il nostro consiglio è
di affidarsi sempre a chi non si limita ai buoni propositi, ma può vantare servizi certificati,
perchè solo in questo modo si possono evitare truffe e avere garanzie di rispetto
dell'ambiente in cui tutti viviamo. Nel nostro caso abbiamo inaugurato un nuovo modo di
pensare al consumo energetico: il nostro guadagno, è infatti vincolato all'effettivo
risparmio dei nostri clienti».
«Il segreto del nostro successo è quindi un risparmio dovuto al minor consumo di risorse
grazie all'utilizzo delle ultime tecnologie impiantistiche – ha concluso Grossi – Consumare
meno risorse significa spenderemo meno, ma anche inquinare meno. Questa è la strada
che intendiamo percorrere e ci impegneremo per vincere la sfida dei servizi energetici».

lunedì 16 luglio 2012

Piede pesante e consumi leggeri: una guida

Companies operating fleets of vehicles are well aware of the fact that some drivers consistently get fewer miles per gallon than others. Whether it’s because they feel the need for speed, are heavy handed with the gear change or wait until the last minute to brake, it all boils down to the same thing – they cost the business more. In this eGuide:

1) Ensure drivers understand your company’s policies on vehicle maintenance and driver behaviour
2) Handling their vehicles in a way that delivers up to 15% fuel savings
3) Becoming safer, more considerate drivers and cutting insurance costs

Download it here: http://okt.to/K2LtGf

giovedì 5 luglio 2012

Energy manager vs. plant managers


If your plant is similar to the many hundreds of plants I have worked with, you likely have to compete for the attention and support of plant management. This simple fact is inevitable. Every single organization has numerous ongoing efforts with the intent to help support and achieve the goals which the organization values and aims to achieve. A colleague, and friend, of mine best illustrated this scenario with the simple concept of water sprinkler system in one’s yard. Perhaps I can get Mr. Isenhour to share his thoughts on the topic by commenting!
For your efforts or programs to succeed it is vital that you gain as much “Buy-in” / support from as many people within the organization as possible. Although everyone’s support is important, I fully believe Plant Management is the most critical. When I say “Plant Management”, Im specifically talking about the plant manager! There is a high probability of gaining maximum “Buy-in” if you are able to get the plant manager as an advocate of your efforts.
A few months ago I had the pleasure of spending a few hours with a plant manager of a very large operation (well over a thousand employees). Our conversation spanned across many topics from safety issues, production capabilities, reliability opportunities, projects, applicable new technologies, personnel, budgets, the community, and an assortment of problems and opportunities. I was pleasantly surprised that he spent nearly four times as much of our time together speaking directly about the opportunities and solutions rather than speaking about the problems they faced. He is an extremely busy man with hundreds of items at the plant that command his attention not to mention the many more items at the corporate level that demand his attention. So, I was mildly surprised when our conversation turned to energy. He was able to quickly covey to me exactly where his plant was relative to their industry vertical and the main areas where they were in the midst of making strides to reduce their energy usage. He even boasted, “Our plant efficiency has improved by a bit more than 4% versus last year”. I thought to myself, I’ve got to meet their site energy manager as this person is doing a fabulous job at getting the message and direction conveyed.
When introduced to the site energy management team and their manager, I commended them for their efforts which were so easily identified while walking through the plant and talking to the many individuals I had the pleasure of speaking with. I specifically asked their energy manager how she had been so successful in getting the all important “Buy-in”. Her response rang so true…”Consistent quick and concise information”. She was spot on! She understood that to get maximum benefit for their energy program she would need to present their efforts in a way that captures the plant manager’s attention while taking little or no time.
I’ve personally found that organizing your information in a repetitive fashion has benefits. What do I mean by this? Well, it’s this simple…setup a system to communicate to your boss or plant manager the right dose of information at the right time or frequency. Keep this one simple rule in mind, “speak their language”. To do this you’ve got to understand what drives them and what their pressing interests and concerns are. If you can do this, you will grab their ear and have the opportunity of obtaining their advocacy.
If you’re an energy manager, try the following: (all other mangers, adopt according to your efforts)
Daily Report: this should be the information that your plant manger sees each and every morning. This is the report that usually includes everything about the plant which best resembles the plants vital signs. From an energy perspective this needs to include two numbers which summarize the overall plant energy consumption. Make these numbers meaningful by speaking the language and representing them in terms well understood. What are they? The first one is straight energy units in a certain time period (e.g., BTU/yr., Kcal/hr., MW, or kJ); the second one is the relative number based on production (BTU/lb of finished product, MW/klb of finished product. These two numbers should be presented daily and displayed against a reference number (e.g., goals, budgeted).
Weekly Report: keep this to no more than two short paragraphs so the plant manager can read it in under 3 minutes. Provide a summary of the energy consumption with any explanation of why the number is what it is (positive or negative). Finish by telling the plant manager what energy related items took place the past week and what should be expected to take place next week.
Monthly Progress Report: the purpose of this report is provide a bit more information and detail about individual systems or projects which are either being improved or considered for improvements. Use this report to look back over the previous month and compare against expectations while providing insight for the plant manager as what to expect in the coming month. The report should be written in bullitized format with no more than a couple of sentences of details. The goal here is to highlight the efforts, mention any concerns and potential road blocks, and describe the road map through action items. if you have an energy manage,entteam this is a great place to put it items from team meetings. Because we want this report to be no more than one page, be careful not to break down each individual energy contributor. Pulling this information into large groupings (electrical, steam, water, coal, fuel, furnace efficiencies, etc.) works well.
Quarterly Report: here is your opportunity to shine! Hold a 60 minute meeting with your plant manager and leadership team. Make sure the entire energy management team is present so they too can present items they were involved with to improve overall plant efficiencies. This 60 minute meeting should be split into two segments; 30 minutes of presentation followed by open dialogue of questions and answers. This is an area where I am not real flexible. Make sure your information is put together with great attention to detail and flow. If you can’t present your message in thirty minutes then you will have a hard time gaining the support you are after. Answering their questions while soliciting for suggestions and input is vital.
So, what should you cover in this 30 minute report? Consider the following; list of improvements/projects, failures or setbacks and why they occurred, how any failures or setbacks will be fixed moving forward, ideas for new projects, budget impacts, and ROI’s realized. Keep in mind, be consistent, quick and concise with your presentation to keep the attention of your audience. Be enthusiastic, it’s contagious.
Annual Report: this report should be looked at as your opportunity to show the entir program’s accomplishments and outline how energy projects will be implemented during the new fiscal year. Be sure to highlight the involvement and input from all partis that were involved and engaged I the efforts. Include what you want to see in the next budget along with the business case for spending. Dedicate one small section of the report to present problems that occurred and how they were resolved. Make sure you focus on the positives and solutions rather on the negatives and road blocks. Corporate Executives and Plant Leadership want people leading efforts that are focused on solutions and improvements instead of pointing out all the negatives and why things either can’t or are slow to happen. This report should beno more than 15 to 20 pages and should begin with a summary tablets everything included in the report. Summary table = item of focus and one sentence describing results or solutions.
I hope you will give this system of communication a try because I know it can help you with your efforts. By improving the way you present information, you stand to make your plant manager a believer and advocate of your energy management efforts. Give it a try and let me know how it works. Also, if you have other suggestions or thoughts on this topic please feel free to share by commenting on this blog.

lunedì 11 giugno 2012

Dm Ambiente 7 marzo 2012: nuove occasioni per le ESCo


“Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara della PA” 
Il nuovo Dm Ambiente 7 marzo 2012 ha definito i criteri ambientali minimi che le pubbliche amministrazioni devono inserire nei bandi di gara per l’acquisto dei seguenti servizi energetici degli edifici, affinché i relativi contratti d’appalto possano essere definiti verdi, quali ad esempio:
-          servizio di illuminazione e forza motrice
-          servizi relativi alla mobilità elettrica
-          servizio di climatizzazione

Tra i requisiti chiesti dal DM si segnale che “Oltre a quanto previsto dalle leggi vigenti, i candidati per essere ammessi  alla gara d’appalto debbono avere capacità organizzativa, diagnostica, progettuale, gestionale, economica e finanziaria almeno pari a quelle previste dalla norma Uni Cei 11352 sulle società che forniscono servizi energetici e disporre di personale con le competenze tecniche necessarie a realizzare correttamente il servizio, riducendone gli impatti ambientali”.
Il rispetto di tale criterio è dimostrato dalla presentazione da certificazione di parte terza che attesti il rispetto dei requisiti di cui alla norma Uni Cei 11339 o il rispetto dei requisiti di cui alla norma Uni Cei 11352.

ENERGOL, struttura di eccellenza per la consulenza in campo energetico, propone per la esperienza per:
-          consulenza orientata alla certificazione UNI 11352;
-          assunzione incarichi Esperto in Gestione Energia secondo UNI 11339.
-          consulenza sulla contrattualistica ESCO;
-          ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica;
 CHIEDI AD ENERGOL INFORMAZIONI SUL SERVIZO: TELEFONA A ENERGOL ALLO 0444-414125

mercoledì 7 marzo 2012

La Pubblica Amministrazione e la tematica degli Acquisti Verdi


Quando si cerca di interpretare il panorama “ecologico” di questo scorcio di XXI secolo, alcune delle chiavi più importanti le dà Georgescu-Roegen, il grande economista ecologico rumeno: solo la natura produce ricchezza e si presenta come realmente produttiva (che “produce” realmente qualcosa) mentre il ciclo economico di produzione-distribuzione-consumo si presenta come organizzatore e consumatore di risorse già create.
In quest'ottica come si conciliano le necessità della “natura” con quelle di una società complessa e fortemente non lineare come quella odierna? Parlare genericamente di “sviluppo sostenibile” rischia di essere una comoda foglia di fico. Più utile cercare quei metodi che permettono di avviare il volano di produzioni eco-compatibili, come ad esempio la “Politica Integrata di Prodotto” (Integrated Product Policy - IPP) che attraverso una pluralità di strumenti cerca di contenere gli impatti ambientali associati: Ecolabel, valutazioni d'impatto, analisi del ciclo di vita, ecc.
Si fa strada la maturazione di una tale coscienza anche nella Pubblica Amministrazione, con l'accordo “Europa 2020”, promulgato dalla Commissione Europea per tracciare le strategie dello sviluppo Europea per la prossima decade, al quale è strettamente collegato il Patto dei Sindaci, un protocollo liberamente sottoscritto dalle Amministrazioni Comunali, che si impegnano ad adottare volontariamente specifiche misura di tutela dell'Ambiente, strategie di abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra e sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Una delle misure più interessanti in questo senso è il Green Public Procurement (GPP), ossia la corsia preferenziale che le Pubbliche amministrazioni dovrebbero riservare ad acquisti a ridotto impatto ambientale: risulta chiaro che se una parte consistente di amministrazioni pubbliche incrementerà la propria domanda di prodotti “ecologici” ci sarà un effetto enorme sul mercato dei prodotti compatibili con l’ambiente e l’industria sarà portata ad aumentarne sensibilmente la produzione e contenerne i costi.
Nel suo complesso il GPP ha la capacità potenziale di:
• influenzare il mercato, quindi anche gli stakeholders che operano intorno ad esso (imprese, altri consumatori);
• favorire l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche di altre settori;
• facilitare l’integrazione ed attuazione di svariati strumenti nell’ambito delle politiche integrate di prodotto degli enti locali.
Inoltre va osservato che l’acquisto di beni e servizi a impatto ambientale ridotto può essere asservito al raggiungimento di obiettivi di protezione ambientale specifici (riduzione dei consumi complessivi; risparmio energetico, riduzione della produzione dei rifiuti, ecc.). Ma attenzione: prodotti e servizi a impatto ambientale ridotto, per poter essere considerati tali, devono possedere dei requisiti specifici. La maniera più diretta per verificare che un prodotto/servizio abbia tali requisiti è quel la di fare riferimento ai criteri ecologici che il prodotto/servizio deve rispettare per ottenere un’etichetta ecologica. Ciò garantisce sia la “scientificità” che la “fattibilità” del criterio ecologico stesso.
Tutto questo ha cominciato a essere recepito a partire dal Piano d’Implementazione di Johannesburg (nell'ambito del World Summit on Sustainable Development del 2002): il Piano indica che le autorità pubbliche dovrebbero essere indirizzate ad integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nei processi decisionali, inclusi quelli che riguardano la pianificazione per lo sviluppo locale, gli investimenti e gli acquisti pubblici, attraverso lo sviluppo e la diffusione di prodotti e servizi compatibili con l’ambiente (il GPP, Green Public Procurement).
Questi indirizzi si sono riverberati in Italia nella Strategia d’Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia, approvata nel 2002 dal Ministero dell’Ambiente che indica gli obiettivi e i target, in termini di beni ecologici acquistati, che la Pubblica Amministrazione dovrebbe raggiungere entro il 2006: l'obiettivo è il 30% dei beni che dovrebbe rispondere a specifici requisiti ecologici. Inoltre il 30-40% del parco dei beni durevoli dovrebbe essere a ridotto consumo energetico.
La Legge Finanziaria 296 del 27 Dicembre 2006 ha previsto infine l’elaborazione di un “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione”. Il Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 Aprile 2008 ha recepito il Piano d’Azione predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed approvato di concerto con il Ministero dell’Economia.
Le prime norme in materia di acquisti ambientalmente preferibili apparsi a livello nazionale facevano riferimento ad alcuni tipi di materiali di recupero: materiali biodegradabili, carta, plastica, materiali generici. Gli interventi hanno riguardato principalmente la promozione dell’uso della carta riciclata con relativa fissazione di obiettivi minimi di copertura del fabbisogno di prodotti con materiali riciclati che vanno dal 20 al 50%.
Fortunatamente negli ultimi anni si è vista però un’evoluzione del contesto normativo che tende a spronare l’introduzione di sistemi di acquisti verdi e non solo di acquisti di singoli materiali. Ne sono un esempio le “Norme per la promozione degli acquisti pubblici ecologici e per l’introduzione degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche” della Regione Puglia che prevedono che la Regione, le Province, i Comuni con più di 5000 abitanti approvino un Piano d’Azione di durata triennale finalizzato alla definizione di un programma operativo per l’introduzione dei criteri ambientali nelle procedure d’acquisto di beni e servizi e volto a conseguire l’obiettivo di riconversione al termine del triennio di almeno il 30 % delle proprie forniture.
Introdurre seriamente delle pratiche di GPP nella pubblica amministrazione richiede una pianificazione attenta. In particolare devono essere riviste in chiave ecologica le fasi di:
  • definizione dell'oggetto;
  • definizione delle specifiche tecniche relative;
  • selezione dei candidati;
  • aggiudicazione;
  • esecuzione.
Un elemento chiave per il successo del GPP è l'informazione del personale della PA e soprattutto la raccolta della “best practices” in materia.
ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) una ONG che coopera attivamente con l'ONU e che raccoglie oltre 1200 Pubbliche Amministrazioni nel Mondo, ha studiato diversi protocolli ed implementato molte iniziative infrastrutturali per aiutare Comuni, Provincie, Regioni e Governi ad integrare il processo GPP, particolarmente apprezzato è Protocollo “Procura +”, ideato per offrire delle linee guida alle Amministrazioni in materia di:
  • elettricità da risorse rinnovabili;
  • computer e apparecchi elettronici ad alta efficienza energetica;
  • cibi biologici per mense, ospedali e catering in genere;
  • edifici che rispettino standard elevati di efficienza nel riscaldamento e nel condizionamento;
  • servizi per la pulizia orientati alla protezione della salute umana;
  • servizi di trasporto pubblico orientati alla qualità e con mezzi ad emissioni ridotte.
Le review effettuate sulle esperienze di GPP hanno mostrato che l’adozione di una strategia di acquisti verdi può portare anche ad una razionalizzazione complessiva delle politiche d’acquisto e quindi a dei benefici economici oltre che ambientali. Inoltre, tutti gli ostacoli legati alla difficoltà di promuovere il cambiamento, che spesso caratterizza diversi settori dell’amministrazione, possono essere superati dall'adozione di una politica organizzata e degli strumenti di supporto idonei all’introduzione del GPP.

domenica 4 marzo 2012

Le riserve di petrolio mondiali




Quanto petrolio esiste al mondo? la domanda è chiaramente cruciale per il futuro del mondo come lo conosciamo. Uno dei parametri più interessanti è il parametro riserve provate / produzione: lo si può interpretare come il numero di anni per cui è possibile mantenere la produzione attuale (interpretazione semplicistica, la produzione tende a scendere negli anni seguendo leggi descritte per esempio da Hubert - peak oil). Comunque il parametro dà un'idea della durata delle risorse.
Un grafico di questo valore in termini assoluti al 2010 lo dà l'annuario BP:
Lo stesso annuario dà anche un grafico dell'andamento storico del parametro (da notare l'impennata della regione sud e centro america).




lunedì 27 febbraio 2012

Gli Esperti in Gestione dell'Energia in Italia



Non sono più di una trentina in tutta Italia e sono i nuovi manager dell’energia e dell’ambiente. Si chiamano Esperti in Gestione dell'Energia (EGE), sono professionisti le cui capacità devono essere certificata da un apposito ente, il SECEM, e rappresentano l'evoluzione del Responsabile per la gestione dell’energia usualmente noto come “Energy Manager”.
Degli EGE non ne potranno fare a meno tutte le aziende e le organizzazioni che intendono perseguire l’obiettivo dell’uso razionale dell’energia e dell’efficienza energetica. Infatti, agli EGE è richiesto di associare le conoscenze in campo energetico ed ambientale con competenze gestionali, economico-finanziarie, di comunicazione e con la capacità di mantenersi aggiornati.
L’ultimo in ordine di tempo ad aver acquisito la certificazione è il padovano Luca Vecchiato, Direttore tecnico della veneta Energol (Gruppo Ethan), attiva proprio nel settore energetico con specifico riferimento al risparmio energetico. Energol opera infatti nei settori fotovoltaico, illuminazione a led, impianti di produzione energia da biogas.
L’ing. Vecchiato, che proviene da una carriera in aziende del settore energia e dell'impiantistica industriale, ha dichiarato: “La gestione intelligente dell'energia in azienda è una delle sfide più importanti che il mondo produttivo si trova ad affrontare. Il ruolo degli EGE in questo contesto è fondamentale e consiste nell'apportare competenze e conoscenze che altrimenti sarebbero di difficile reperimento.

Elenco degli EGE certificati da SECEM:

domenica 26 febbraio 2012

Quali interventi per il miglioramento dell'efficienza?


Quali interventi di miglioramento energetico implementare in un'azienda manifatturiera? Come scremare gli interventi ed ottenere i massimi risultati tecnico-economici?
Prima di procedere a individuare gli interventi più interessanti va effettuata una diagnosi energetica che individui le aree e le apparecchiature di maggior consumo su un arco di tempo significativo. I dati più importanti da analizzare sono:
aree / apparecchiature di maggior consumo;
anzianità e stato di conservazione delle apparecchiature
andamento del consumo energetico complessivo e (per quanto riguarda il consumo elettrico) consumo ripartito nelle fasce F1, F2 e F3 ed valore dello sfasamento cos phi
A fronte di questa analisi alcuni interventi da valutare sono:
sostituzione delle apparecchiature vetuste con apparecchiature nuove;
  • sostituzione di motori a bassa efficienza con motori a efficienza più elevata
  • inserimento di azionamenti ad inverter per utenze molto variabili;
  • gestione automatizzata di gruppi di apparecchiature, per esempio compressori aria compressa o centrali frigo.
Anche se non strettamente correlati alla riduzione dei consumi ma molto attinenti al campo energetico sono le seguenti valutazioni:
  • inserimento di rifasatori nel caso il cos phi sia basso e causa di penali;
  • valutazione della sostituzione di utenze elettriche con utenze termiche (per esempio compressori mossi da turbine a vapore). Tale intervento può anche avere lo scopo di bilanciare il T/E complessivo e rendere più conveniente un impianto di cogenerazione
Di ciascun intervento andrà definito costo d'investimento e d'esercizio, risparmio conseguibile, eventuali incentivazioni, ritorno economico (Pay-back, VAN, TIR).

L'autoproduzione di energia elettrica è da valutare ad esempio nei casi:
  • indisponibilità del fornitore a un aumento della potenza elettrica necerssaria oppure frequenti black-out di rete: in questo caso può essere interessante inserire un gruppo elettrogeno, ad esempio a gasolio;
  • disponibilità di scarti prodotti dall'attività e di difficile gestione/smaltimento: se il PCI di questi è sufficientemente elevato può essere interessante valutare l'investimento in un impianto di termovalorizzazione;
  • disponibilità in loco di fonti alternativi (crinali ventosi per l'eolico, tetti ben esposti per il FV);
  • elevati consumi elettrici e termici e contemporaneità di utilizzo di EE e calore: risulta molto interessante l'investimento in un impianto di cogenerazione a gas oppure a biocombustibili.